L’evoluzione dell’istituto della mediazione secondo l’Avvocato Claudia Falco, mediatore esperto

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Da quanti anni lavora nel settore della mediazione?

Sono mediatore dal 2011.

Differenze dagli inizi ad oggi?

All’inizio c’era poca apertura, anzi un’avversione da parte di alcuni operatori del settore, in particolare degli avvocati verso l’istituto della mediazione.  Ci sono stati gruppi che con passione, tenacia e sacrificio hanno lottato per il riconoscimento in termini concreti dell’istituto. Pertanto, ad oggi, si registra una maggiore apertura da parte degli avvocati, anche perché prendono atto delle criticità dei processi in relazione a quelli che sono i tempi previsti per legge, ma noto, soprattutto che i magistrati hanno una maggiore attenzione verso la mediazione. Negli ultimi anni ho riscontrato ordinanze più attente con precise indicazioni ed una valorizzazione della mediazione, vista non solo, quindi, come una condizione di procedibilità.

La mediazione che ricorda di più?

Una mediazione in materia di locazione, che mi colpì non tanto per la natura, quanto per la modalità di svolgimento e la velocità. Questione in materia di locazione: il conduttore chiedeva la risoluzione contrattuale perché l’immobile non corrispondeva alle indicazioni contrattuali mentre il locatore chiedeva il pagamento dei canoni mensili non corrisposti. Al primo incontro con le parti e i rispettivi avvocati, ho percepito che le stesse  si conoscessero anche prima della sottoscrizione del contratto oggetto della mediazione, che avessero un rapporto di stima reciproca e proprio in virtù di tale rapporto avevano sottoscritto  il contratto di locazione, ed è  per questo ho invitato gli avvocati ad uscire per poter avere un incontro da sola con le parti. Ho aiutato le parti a dialogare e ad ascoltarsi e dopo poco  siamo giunti ad una conciliazione in un solo incontro.

Cosa pensa della riforma sulla mediazione?

Al momento non c’è ancora una riforma approvata sotto miei occhi. Nella proposta di riforma presentata dall’ex ministro della Giustizia Bonafede si legge un ridimensionamento  della mediazione in generale , ed in particolare la eliminazione della stessa quale condizione e di procedibilità nelle  materie di responsabilità medica e sanitaria e nei contratti bancari . Pertanto  mi viene da pensare che l’ex Ministro  non avesse ben compreso il valore  dell’Istituto che negli ultimi anni ha dato ottimi risultati,  come risulta chiaro dai numeri statistici relativi ai procedimenti-  I casi risolti in mediazione, infatti,   hanno  alleggerito il carico dei ruoli di molti Tribunali oltre ad aver soddisfatto molti cittadini. Pertanto, l’istituito  dovrebbe essere maggiormente studiato non solo nelle Università, ma anche nelle scuole a partire dalle elementari. Ho trovato molto interessante il caso di una scuola elementare in Sicilia, dove un alunno viene nominato mediatore allo scopo di conciliare due suoi compagni di classe che avevano litigato. Lo studio della mediazione dovrebbe essere introdotto soprattutto negli istituti scolastici superiori per i risvolti positivi della medesima anzitutto nella vita quotidiana.  La Cartabia,  attuale ministro, nel discorso pronunciato alla Commissione di giustizia della Camera dei deputati  ha presentato le linee programmatiche della Sua amministrazione della Giustizia, sottolineando l’importanza degli strumenti alternativi  di risoluzione dei conflitti in particolare della mediazione. Tale previsione nasce anche dall’esame della situazione attuale che a causa della  Pandemia ha visto rallentare tutto il sistema economico Nazionale inevitabilmente connesso con la lentezza dei processi. L’importanza dell’efficacia della mediazione è, tra le altre, la presenza delle parti nella gestione dei diritti disponibili i quali, non delegano più ad altri tale potere ma, assisiti dagli avvocati lo gestiscono in prima persona. Infine, l’accordo raggiunto, prevede benefici economici e migliora i rapporti quotidiani. A questo punto, servirebbe,  valorizzare ancora di più la questione relativa agli sgravi fiscali che per una persona fisica possono non fare la differenza, mentre sono incidenti per le persone giuridiche (società, ditte etc.)

Quanti colleghi e competitors ci sono su Avellino?

Ci sono circa  quattro  competitors, e circa una trentina di colleghi mediatori operativi. Sebbene agli inizi i corsi per i mediatori abbiano registrato molta affluenza, negli ultimi anni c’è stato un calo. Tuttavia, l’emergenza COVID e la distanza coi tribunali favorisce le mediazioni.

Cosa consiglia ai giovani che vogliono intraprendere questa professione?

Passione, non approcciarsi alla mediazione al solo scopo di trovare un sbocco professionale. Preparazione mediante corsi che si concentrino non solo sulla teoria, ma sulla pratica. Stage con professionisti, carpire quanto più si può dal mediatore esperto.  Attivare l’ascolto, avere pazienza ed autorevolezza. Spesso è importante ascoltare le parti separatamente, per raccogliere elementi che diversamente non verrebbero in evidenza.  Il mediatore deve essere preposto all’ascolto di tutti e lavorare sulla base degli elementi assunti. Deve, in particolare, consentire alle parti di dialogare e comunicare. In conclusione dovremmo iniziare a considerare  la mediazione  un naturale procedimento per la risoluzione dei conflitti, non certo  la soluzione di tutti i problemi della Giustizia e concludo con una citazione di Seneca:  non possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele.

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