L’istituto della mediazione nel panorama economico e sociale attuale: le esperienze sul campo dei nostri mediatori esperti ed il sostegno del Governo attraverso le Linee Programmatiche.

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Intervista a Clarissa Fornai

Da quanti anni lavora nel settore della mediazione?

Sono mediatore dal 2016 e responsabile di sede dal 2011.

Quali sono secondo lei i punti di forza della mediazione allo stato attuale e quale è stato l’impatto della pandemia sull’istituto?

Ho riscontrato, a partire dalla fine del 2020, un’apertura verso l’istituto, più attenzione da parte dei magistrati e maggiori adesioni alle mediazioni.  L’emergenza epidemiologica ha favorito in un certo senso il settore della mediazione, soprattutto in materia di locazioni. In tale ambito noto da parte della magistratura considerazione di quelli che sono i risvolti positivi della mediazione in termini economici e di semplificazione. In un momento storico così critico, che vede ormai un paese dilaniato dalla pandemia, non bisogna sottovalutare, soprattutto in materie come le locazioni, i benefici della mediazione al fine di scongiurare un giudizio che potrebbe avere un effetto devastante sotto l’aspetto economico. La pandemia, indubbiamente, ci obbliga a riflettere sugli innumerevoli vantaggi di una conciliazione. La mediazione, ora più che mai, è un’opportunità da cogliere per delle migliorie sia in termini economici, sia nella vita quotidiana.

La mediazione che più l’ha colpita?

Le mediazioni che più mi colpiscono sono quelle in materia di divisioni ereditarie, non ne ho una in particolare, ognuna di loro ha la sua particolarità dalle quali emergono situazioni di vita quotidiana toccanti.  Ciò che in particolare mi lascia perplessa è la negligenza con cui talvolta vengono affrontate questioni di diritto complesse e delicate. In una delle ultime mediazioni affrontate in materia di divisione ereditaria, proprio un errore di superficialità, aveva dato luogo alla controversia, devoluta poi in mediazione.  Tale controversia non solo è stata dispendiosa sotto il profilo economico, ma ha portato, altresì, alla compromissione di rapporti familiari. Nel caso di specie, infatti, non è stato semplice aiutare le parti a dialogare e giungere ad una soluzione in linea con le esigenze dei soggetti coinvolti.

Cosa pensa della riforma sulla mediazione?

 La Cartabia, attuale Ministro, nel discorso pronunciato alla Commissione di giustizia della Camera dei deputati ha presentato le linee programmatiche della Sua amministrazione della Giustizia, sottolineando l’importanza degli strumenti alternativi di risoluzione dei conflitti in particolare della mediazione. Tale previsione nasce anche dall’esame della situazione attuale che a causa della Pandemia ha visto rallentare tutto il sistema economico Nazionale inevitabilmente connesso con la lentezza dei processi. L’importanza dell’efficacia della mediazione è, tra le altre, la presenza delle parti nella gestione dei diritti disponibili i quali non delegano più ad altri tale potere ma, assistiti dagli avvocati, lo gestiscono in prima persona. Noto, purtroppo, ancora un po’ di scetticismo da parte degli avvocati nei confronti della mediazione e dei vantaggi ad essa correlati e soprattutto il non voler spesse volte sensibilizzare le parti, che dovrebbero essere il centro della mediazione, circa la possibilità di giungere ad una conciliazione.

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