L’importanza delle presenza delle parti in mediazione

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presenza delle parti in mediazione

Nella foto Claudia Falco Mediatore AR Net

L’appuntamento di oggi con la Rubrica i “Racconti della Mediazione” ci porta presso la nostra sede di Avellino.
Un procedimento in materia di diritti reali, presentato congiuntamente dalle parti perché suggerito nella dettagliata ordinanza del G.I del Tribunale di Benevento, dinanzi al quale pendeva il giudizio che ha demandato le parti in mediazione.
A raccontarci i fatti è il nostro Mediatore, Claudia Falco, che ha gestito la procedura con professionalità e perseveranza sudando le fatidiche sette camicie per convincere una parte ad essere presente personalmente agli incontri di Mediazione.

Il giudizio nasceva come azione possessoria accolta e successiva azione nel merito che si protraeva dal 2011, sino ad arrivare all’attuale fase che in sintesi doveva riguardare la regolamentazione delle spese.

Leggendo attentamente il provvedimento del Giudice ne ho colto la chiarezza, la determinazione ed il “sotteso” invito alle parti a procedere alla mediazione vera e propria pena l’improcedibilità della domanda.

Dunque le parti hanno, con solerzia, depositato congiuntamente l’istanza ed al primo incontro, nonostante avessi preannunciato ad entrambi gli avvocati l’importanza della presenza delle parti personalmente, una di esse era presente, assistita dal proprio legale, mentre per l’altra era presente solo l’avvocato.
Ho comunque svolto gli incontri separati per raccogliere più informazioni possibili e, dopo aver ascoltato le parti, si è dipanato tutto il difficile rapporto esistente da anni tra i soggetti coinvolti, nipote e zio.

Gli attriti tra i due erano sorti in seguito al subentro nella gestione dei beni  del padre (fratello di una delle parti) da parte della figlia (altra parte) quale procuratrice generale.

Raccolte tutte le informazioni e rappresentato all’avvocato della parte assente l’obbligo di partecipazione diretta del suo assistito, o di un delegato diverso dal legale, lo invitavo ad un’attenta lettura del provvedimento del Giudice in merito alle eventuali conseguenze in caso di mancata partecipazione.

Nell’attimo in cui sollecitavo tale attenzione, coglievo lo stupore dell’avvocato il quale, pur avendomi rappresentato le difficoltà di una partecipazione del suo cliente, dovute alle tensioni con l’altra parte, si era reso conto delle possibili e serie conseguenze a carico del suo assistito e pertanto, con l’assenso della parte istante, è stato predisposto un rinvio.

Anche al secondo incontro, purtroppo, la parte rimasta assente non era venuta, ma in quel caso era per motivi di salute, o almeno così mi fu detto. A quel punto decisi di forzare la mano con l’avvocato chiedendogli di fornirmi il numero di telefono del suo assistito per consentirmi di parlare con lui.

L’avvocato, pur diffidando di un esito positivo del mio intervento, mi fornì il numero.

Qualche giorno dopo chiamai il sig X che, dopo le prime resistenze, si lasciò andare raccontandomi la sua versione dei fatti. Dopo circa mezz’ora di conversazione telefonica, lo convinsi a partecipare all’incontro.
Così, alla data fissata, con tutte le parti presenti assistite dai propri avvocati, abbiamo raggiunto un accordo redatto e sottoscritto nella medesima data.

Le considerazioni che mi vengono in mente rispetto a questo procedimento sono varie.
La prima è l’importanza di un’ordinanza del Giudice così incisiva e dettagliata che non ha semplicemente demandato le parti in mediazione, valutandone la fattibilità, ma le ha letteralmente accompagnate indicando analiticamente i passi da seguire.

La seconda è uno dei presupposti del procedimento di mediazione, dal quale non si può prescindere se vogliamo che la mediazione abbia successo  e cioè la presenza delle parti e da ultimo, ma non ultimo come importanza, il merito del mediatore che non si è fermato alla rappresentazione nefasta dell’avvocato, andando oltre.

Pertanto, affinché si possa addivenire ad un sempre maggiore numero di conciliazioni sarà necessaria la sinergia di tutti.

Voglio inoltre condividere che, nella più volte richiamata ordinanza, il G.I. aveva, tra le altre cose, onerato il mediatore a far pervenire presso la sua cancelleria il verbale di mediazione, positivo o negativo che fosse. Così mi sono recata presso il Tribunale di Benevento depositando il verbale di conciliazione, con sommo stupore della cancelliera la quale ci tenne a farmi sapere che si trattava del primo procedimento conclusosi con esito positivo!!!!

 

di
Claudia Falco
(Mediatore AR Net)

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